Città delle maschere e del ritmo dei campanacci. Un luogo dove la tradizione è cultura viva e quotidiana.
Tricarico è un borgo situato nella provincia di Matera, Basilicata, a circa 698 metri sul livello del mare. È un centro arabo‑normanno con uno dei centri storici più belli e ben conservati della regione. Si sviluppa su tre colli: il quartiere Civita, la Ràbata, la Saracena, con vicoli medievali, torrioni, porte antiche, palazzi nobiliari e chiese storiche. Il tessuto urbano, la morfologia del centro, le torri normanne e la cinta muraria testimoniano secoli di stratificazioni culturali, dall’età lucana a quella romana, bizantina, araba, fino al dominio normanno e aragonese. Tricarico è al confine tra paesaggi montani, boschi e pascoli, con vaste aree rurali intorno che mantengono una forte identità agricola e pastorale.

LA TRANSUMANZA A TRICARICO
La transumanza è parte integrante della vita economica e culturale di Tricarico. Le attività agricole includono allevamento estensivo, in particolare di vaccini podolici, che percorrono antichi tratturi, utilizzando boschi e pascoli per la sosta estiva e invernale. I pastori tramandano antiche tecniche di richiamo delle mandrie (fischi, campanacci, richiami vocali) che si attivano specialmente al risveglio dell’alba nei giorni di transito. I tratturi che passano nei dintorni comprendono vie meno note rispetto ai grandi tratturi storici, ma le contrade come “Tre Cancelli”, “Mantenera”, “Fonti” sono tappe importanti per la mandria; il Tratturo del Basento nelle sue derivazioni scende verso zone boschive e aree di pascolo. Inoltre, la tradizione artigianale è legata alla lavorazione del rame, alla produzione di campanacci, alla tessitura di lana per abiti da pastore, che intervengono come complemento materiale del rito pastorale.
COSA VISITARE
- Il centro storico, con i quartieri della Ràbata e della Saracena: vicoli arabeggianti, porte antiche, architetture oblique e vicoli tortuosi che rimandano all’assetto medievale arabo‑normanno.
- La Cattedrale di Santa Maria Assunta, di origine normanna, con dettagli gotici e elementi tardogotici, interno decorato, importanti opere d’arte sacra.
- Il museo archeologico comunale e le aree archeologiche di Serra del Cedro, Civita e Calle: testimonianze dell’età lucana, romana, paleocristiana – ville, terme, mosaici.
- Chiesa e Convento di Santa Chiara, altri edifici religiosi come San Francesco, convento del Carmine, ogni angolo con scorci panoramici sui boschi e sulle vallate circostanti.

COSA FARE
- Carnevale di Tricarico: uno dei momenti più vivi della transumanza ritmata in forma rituale. Il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, alle prime luci dell’alba la città si sveglia al suono profondo dei campanacci, le “maschere” di mucche e tori (uomini mascherati) percorrono vicoli e rioni; il rito si ripete anche l’ultima domenica del Carnevale.

- Escursioni e trekking legati alla transumanza: percorsi come il Transumanza Trekking Mantenera, la sosta con allevatori, degustazione di prodotti tipici locali come formaggi, ricotte, miele, che accompagnano la camminata lungo i pascoli.
- Partecipazione alle feste religiose e tradizionali, in particolare Sant’Antonio Abate, con la benedizione degli animali, momenti di confraternite, processioni.
Laboratori di artigianato (campanacci, tessitura, rame), iniziative culturali come il Raduno delle Maschere Antropologiche, che uniscono musica, vestizione, sfilate, dialoghi antropologici.
