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Le vie della transumanza

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“Le vie della transumanza”: la Basilicata raccontata dalla Transumanza.

12 episodi. 12 volti. 12 storie che attraversano il cuore della Basilicata.
Il regista e storyteller Lorenzo Scaraggi incontra pastori, artigiani, allevatori e custodi delle tradizioni che rendono vivo il patrimonio immateriale della transumanza. Un podcast che è molto più di un racconto: è un viaggio tra emozioni, suoni e radici profonde.

Ascolta tutti gli episodi e lasciati guidare dalla voce della terra.

Antonio Diotaiuti: sessanta transumanze e un’eredità da continuare

Antonio Diotaiuti ha alle spalle più di sessanta transumanze, percorse insieme alle sue vacche podoliche lungo i tratturi che uniscono pianura e montagna. Con lui c’è il nipote Biagio, quattordici anni, già appassionato di animali e desideroso di imparare il mestiere del nonno. Il podcast ci porta dentro questo viaggio fatto di fatica, pazienza e istinto, dove le podoliche diventano animali migratori capaci di orientarsi da sole, come se avessero una bussola naturale. Antonio racconta la sua vita tra pascoli e mungiture, tra caciocavalli lavorati a mano e notti passate a sorvegliare il bestiame. Biagio, invece, restituisce lo sguardo giovane di chi si avvicina a un mondo antico con entusiasmo e rispetto. La loro storia è il ritratto di un passaggio di testimone tra generazioni, che tiene viva una cultura pastorale in via di scomparsa e ci ricorda quanto la transumanza sia ancora oggi una pratica viva, capace di unire uomini, animali e paesaggi.

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Tricarico e la sua maschera: quando il Carnevale diventa transumanza vivente

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Fabio Di Dio: latte, mani e tradizione

Nel territorio di Tricarico, in località Tre Cancelli, vive e lavora Fabio Di Dio, allevatore di vacche podoliche e custode di un sapere che si tramanda da generazioni. Il podcast racconta la sua quotidianità fatta di pascoli, silenzi e gesti sapienti che trasformano il latte in caciocavalli dal sapore unico. Attraverso il suo racconto emerge il legame profondo con la natura e con un mestiere che richiede fatica, costanza e dedizione, ma che restituisce dignità e libertà a chi lo pratica. Fabio ci accompagna tra boschi e colline, dove il tempo sembra scorrere più lentamente, e dove la transumanza non è solo una tradizione ma un modo di vivere che segna l’identità dei luoghi. La sua storia intreccia memoria familiare, lavoro quotidiano e una visione rivolta al futuro, dimostrando come la cultura pastorale possa ancora oggi essere vitale e generativa. È un viaggio autentico dentro l’anima della transumanza, raccontato attraverso le mani e la voce di chi la vive ogni giorno.

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Tricarico e la sua maschera: quando il Carnevale diventa transumanza vivente

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Nicola e Giovanna Viviano: dai tratturi alla fattoria didattica

A Tursi, tra i calanchi e il paesaggio aspro della Lucania, la famiglia Viviano ha trasformato la transumanza in un progetto che unisce passato e futuro. Nicola e Giovanna hanno raccolto l’eredità dei nonni, allevatori e transumanti, e l’hanno resa impresa moderna: dalle mandrie podoliche alla macelleria di famiglia, dalla fattoria didattica agli spazi di accoglienza per chi vuole conoscere da vicino il mondo pastorale. Nel podcast, la loro storia diventa occasione per riflettere sul valore delle radici e sulla capacità di reinventare un mestiere antico senza tradirne l’essenza. Le voci di Nicola e Giovanna ci guidano dentro la vita quotidiana della masseria, tra stalle, laboratori e pascoli, mostrandoci come la transumanza non sia soltanto memoria, ma una pratica viva che genera lavoro, cultura e nuove forme di incontro con il territorio.

La famiglia Perrone: tra pascoli e caciocavalli

Nel Piano delle Ginestre, alle porte di Tricarico, la famiglia Perrone porta avanti da generazioni l’allevamento delle vacche podoliche e la produzione del caciocavallo. Giuseppe e Giovanni, insieme al padre, raccontano una quotidianità fatta di lavoro costante, di gesti tramandati e di un forte legame con gli animali. Nel podcast la loro voce si intreccia con i suoni del pascolo e della lavorazione del latte, restituendo un mondo in cui fatica e soddisfazione convivono ogni giorno. La transumanza, ancora praticata, non è soltanto un rito stagionale, ma il filo che unisce paesi, comunità e famiglie, custodendo identità e radici profonde. Attraverso il racconto dei Perrone emerge l’immagine di una realtà familiare che ha saputo resistere al tempo, continuando a trasformare il latte in uno dei simboli più autentici della Lucania: il caciocavallo podolico. Una storia che rivela la forza di chi sceglie di rimanere fedele a un mestiere antico, trasformandolo in vita quotidiana.

Gerardo Santorsa: solitudine e mandrie tra le montagne

Gerardo Santorsa vive mesi interi in solitudine tra le montagne di Tito, in Basilicata, insieme alle sue vacche podoliche. Il podcast racconta la sua quotidianità essenziale e intensa: lunghe giornate di pascolo, la cura dell’orto, l’allevamento delle api e la produzione di formaggi e miele. Un’esistenza che segue i ritmi della natura e della transumanza, fatta di silenzi, attese e piccoli gesti che si ripetono immutati nel tempo. Nelle sue parole emerge il valore della libertà, la fatica del lavoro e la bellezza di un legame indissolubile con gli animali e con la terra. La sua storia ci accompagna dentro un mondo in cui la vita pastorale è scelta di coerenza e resistenza, capace di conservare un sapere antico e di offrirci una prospettiva diversa sul rapporto tra uomo e ambiente. Attraverso Gerardo, la transumanza non appare solo come tradizione, ma come modo di vivere che unisce memoria, autonomia e rispetto per la natura.

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Giuliano Marino: tornare alle radici

Al bivio di San Mauro, crocevia di paesi e tratturi, Giuliano Marino racconta la sua vita legata alla transumanza. Nato a Bologna da una famiglia di emigranti, ha scelto di tornare alle radici accetturesi, raccogliendo l’eredità della dinastia dei Lo Scalzo, storici mandriani podolici. La sua prima transumanza a quattro anni lo ha segnato per sempre: da allora vacche podoliche, pascoli e caciocavalli sono diventati parte della sua identità. Nel podcast Giuliano ripercorre la filosofia di vita del mandriano, la fatica e la bellezza di un rapporto simbiotico con gli animali, l’importanza delle feste e della comunità come segni di continuità. Racconta anche le sfide di oggi: burocrazia, cambiamenti climatici, tratturi che scompaiono, ma anche la speranza che nuove generazioni possano riscoprire questo mondo. La sua voce restituisce un universo dove la transumanza non è solo passato, ma una missione che resiste nel presente e che continua a guardare all’orizzonte.

Giuseppe Tucci: a Stigliano dal latte al caciocavallo

Giuseppe Tucci ha scelto di restare legato al mondo delle podoliche e alla trasformazione del loro latte, portando avanti una tradizione che intreccia lavoro manuale e memoria familiare. Nel podcast racconta come ogni giorno inizia accanto agli animali, con la mungitura e la raccolta del latte ancora caldo, per poi trasformarlo in caciocavalli dalla forma perfetta e dal gusto intenso. Le sue mani, immerse nell’acqua bollente, plasmano una materia viva che diventa simbolo di identità e appartenenza a un territorio. La sua storia non è solo quella di un mestiere antico, ma anche di una scelta consapevole di vita, che mette al centro dedizione, pazienza e rispetto per i cicli della natura. Attraverso Giuseppe emerge il valore della transumanza come pratica culturale e antropologica: non soltanto spostamento di mandrie, ma sistema che unisce comunità, economie e paesaggi. È il racconto di un uomo che, attraverso il latte, continua a dare forma a un patrimonio che rischierebbe di scomparire.

Mario Santamaria: la transumanza come destino

Per Mario Santamaria la transumanza non è un ricordo da custodire, ma un destino che si rinnova a ogni stagione. Nato in una famiglia in cui il mestiere del mandriano si perde “nella notte dei tempi”, ha trascorso la vita accanto alle podoliche, tra sacrifici, silenzi e la bellezza di paesaggi unici come i calanchi di Ferrandina e le montagne di Castel Saraceno. Nel podcast racconta la passione per l’allevamento come qualcosa di sacro, capace di dare emozioni profonde e di insegnare il rispetto per la natura. Dai ricordi di infanzia al lavoro quotidiano, dalle difficoltà burocratiche ai cambiamenti climatici, emerge la storia di un uomo che non ha mai smesso di credere in questo mestiere. Un fulmine che gli ha cambiato la vita lo ha riportato in campagna, dove ha capito che la sua strada non poteva essere altra. Oggi, insieme ai figli e ai nipoti, continua a percorrere i tratturi, convinto che la transumanza sia ancora una lezione viva di resistenza, cultura e identità.

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Mario Vaccaro: un nome che traccia la via

Per Mario Vaccaro il cognome sembra segnare il destino. Nato e cresciuto a Stigliano, ha dedicato la vita alle vacche podoliche e alla transumanza, come suo padre e suo nonno prima di lui. Nel podcast racconta i primi ricordi da bambino, quando accompagnava la famiglia lungo il tratturo che da Brindisi di Montagna portava fino alla Puglia, otto giorni di cammino con centinaia di animali. Da allora non ha mai smesso: sveglie all’alba, mungiture, caciocavalli fatti in casa e una passione assoluta per le podoliche, animali rustici e tenaci, capaci di ricordare persino le strade percorse anni prima. Mario è anche un artigiano: costruisce collari di legno e cuoio, accorda campane, lavora oggetti semplici che parlano di una sapienza tramandata. La sua vita è fatta di sacrifici e guadagni modesti, ma anche di orgoglio e libertà. In queste pagine sonore emergono la sua dedizione, l’amore per gli animali e il senso profondo di un mestiere che resiste, nonostante tutto.

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Giuliano e Antonio Volpe: dalla transumanza al Maggio di Accettura

Ad Accettura, cuore della Lucania, la famiglia Volpe porta avanti una doppia eredità: la transumanza delle podoliche e il Maggio, rito arboreo che unisce l’intera comunità. Giuliano e Antonio, padre e figlio, raccontano il cammino degli animali lungo i tratturi e il lavoro di preparazione dei buoi destinati a trainare il grande cerro durante la festa. Nel podcast emergono i ricordi di una vita spesa tra pascoli e mandrie, la fatica e la libertà di un mestiere antico, ma anche l’orgoglio di essere protagonisti di una tradizione che da secoli intreccia natura, fede e comunità. I Volpe ci accompagnano dentro un mondo in cui i campanacci segnano il tempo, i buoi diventano custodi di rituali collettivi e il passaggio di testimone tra generazioni garantisce continuità a una cultura che resiste. Una storia che dimostra come la transumanza non sia solo spostamento di animali, ma patrimonio vivo di identità e appartenenza.

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Rocco De Rosa: a Stigliano un luogo per ricordare la transumanza e la civiltà contadina

A Stigliano, paese un tempo famoso per i maestri artigiani dei campanacci, Rocco De Rosa tiene viva la memoria della civiltà contadina con il suo piccolo museo. La sua storia personale si intreccia con quella della transumanza: da bambino seguiva le greggi di pecore, costruiva recinti improvvisati con reti di canapa e imparava a riconoscere i segni lasciati dai pastori lungo i tratturi. Nel podcast racconta aneddoti di un mondo che rischia di scomparire: le “morra” di pecore, i letti portatili usati dai pastori nelle notti all’aperto, i collari abbandonati nelle masserie. La sua passione per la raccolta di oggetti e documenti ha dato vita all’“Angolo della memoria”, un archivio diffuso nel centro storico di Stigliano, dove ogni pezzo diventa testimonianza di un patrimonio collettivo. Attraverso le sue parole prende forma un racconto che va oltre le vacche podoliche, restituendo la complessità di un sistema culturale fatto di lavoro, rituali e saperi. La voce di Rocco ci invita a guardare alla transumanza come a un universo in cui comunità, natura e memoria restano inseparabili.

Mario Valenzano: il maestro dei campanacci

Ad Albano di Lucania vive Mario Valenzano, artigiano che ha trasformato la sua passione di gioventù in mestiere raro: costruire e accordare campanacci. Cresciuto tra il suono delle mandrie transumanti e il ricordo di un fabbro che barattava riparazioni con caciocavalli, Mario ha custodito il desiderio di ricreare quelle voci di ferro. Dopo una vita da carrozziere, ha trovato il coraggio di seguire quella strada, imparando da solo una tecnica che molti artigiani avevano portato con sé nella tomba. Nel podcast racconta segreti e aneddoti: la differenza tra i vari tipi di campane, l’importanza della vacca guida, il “concerto” che gli allevatori sanno riconoscere come partitura vivente. Le sue parole ci ricordano che senza campane la transumanza non esisterebbe: sono strumenti di lavoro, identità sonora e memoria collettiva. Oggi Mario continua a costruirle, insegnando a chi vuole imparare e invitando chi passa da Albano a fermarsi nella sua officina, dove ogni racconto ha il ritmo di un rintocco.

Ciccio Santangelo: la voce del Carnevale di Tricarico

A Tricarico, ogni 17 gennaio, il paese si sveglia al suono di una mandria speciale: non vacche e tori reali, ma uomini e donne che ne prendono le sembianze. È il Carnevale di Sant’Antonio Abate, rito che unisce elementi della transumanza, tradizioni pagane e devozione cristiana. La mandria umana attraversa vicoli e piazze con i campanacci, raggiunge la chiesa del santo, compie tre giri rituali e riceve la benedizione. Poi il fuoco, acceso la notte precedente, viene portato nelle case come protezione. Nel podcast, Ciccio Santangelo, presidente della Pro Loco, racconta la sua esperienza: da oltre cinquant’anni indossa i colori della “vacca” e rivive l’emozione di quando era bambino. La sua voce guida tra storie, leggende e simboli, mostrando come questa tradizione sia insieme rito di comunità, spettacolo sonoro e memoria vivente. Un Carnevale unico, dove la transumanza diventa metafora e il paese intero si trasforma in mandria.

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